A mani vuote

Seduto sul bordo del letto, trattenni il fiato per ascoltare la porta dell’ascensore chiudersi, il motore sussultare, attivarsi, cigolare. Poi di nuovo lo schiaffo metallico della porta che si richiude, questa volta più lontano, smorzato dalla distanza; serrai le palpebre e le labbra, come se, concentrandomi, potessi distinguere i suoi passi sul travertino dell’androne, ilContinua a leggere “A mani vuote”