La rapina

Scesi dal treno per primo, andai incontro alla banchina vuota e al capostazione, che indietreggiò, istintivamente, come se avesse intuito un pericolo o come un piccione, quando gli cammini troppo vicino. Era passato molto tempo dall’ultima volta, eppure nulla era cambiato: i mattoni rossi sotto il cartello blu, che riportava il nome del paese, iContinua a leggere “La rapina”

Settimo comandamento

Emilia rubava. La sorpresi per la prima volta un mercoledì pomeriggio, di ritorno da scuola. Mia madre era in salotto, giocava a carte con le amiche del tennis; pioveva, quel giorno, pioveva dall’inizio della settimana, sicché loro s’erano trasferite dal campo sportivo a casa nostra, portandosi dietro le racchette, come scolare che avessero marinato unaContinua a leggere “Settimo comandamento”

Malasorte

Con una mano, liberai il volto dai capelli, li spostai tutti sull’altra spalla; premetti più forte il telefono contro l’orecchio e trattenni il fiato. – Pronto -, azzardai di nuovo. – Pronto, pronto? -, e tacqui, gli occhi spalancati, come se potessero vedere dall’altro capo del filo, come se potessero attraversare i cavi e uscireContinua a leggere “Malasorte”